FUSASY - FUEL SAVING SYSTEM TO GUARD SAVINGS AND NATURE

FUSASY - FUEL SAVING SYSTEM
Fusasy ottimizza la combustione: la eleva a livello pressoché stechiometrico permettendo la combustione di tutto il carbonio disponibile. Dal risparmio scaturisce il rispetto dell'ecologia. 
L'eliminazione dell'eccesso d'aria abbatte la temperatura dei fumi. L'inesistenza di incombusti solidi elimina la fuliggine e abbatte la tinta dei fumi.

I VANTAGGI DEL FUSASY

SOCOEN FUSASY
Società per lo studio, la ricerca e la realizzazione di apparecchiature per il  contenimento energetico, presenta
Apparecchio economizzatore brevettato.
I suoi modelli - normale e automatico - sono facilmente
applicabili a qualunque generatore di calore: piccole
caldaie, grossi generatori di acqua calda e vapore,
forni, qualunque sia il combustibile impiegato;
perché per mezzo di un procedimento catalitico, eleva a livelli pressoché stechiometrici i valori della combustione;
perché non ha spese di esercizio: il catalizzatore infatti interviene nel processo di combustione ma non vi partecipa

RISULTATI

Risparmio energetico
Fusasy ionizza il comburente. Quindi:
  • Riduce o abbatte l'"eccesso d'aria";
  • Annulla il CO perché facilita l'ossidazione del carbonio;
  • Aumenta il potere calorico della fiamma
  • Migliora lo scambio termico
  • Eleva il Co2

Comportamento dei residui gassosi derivanti dall'ottimizzazione della combustione in funzione di Fusasy

1) Eliminazione del CO
2) Aumento del Co2
3) Abbattimento del No2
4) Abbattimento del So2

mRg = Massa gas combusti
Trg = Temperatura gas combusti
^    = Eccessi d'aria
tH  = Tempo di riscaldamento del fluido
         per una escursione termica di 20°

 

Aumento del potere calorico della
fiamma in funzione di Fusasy

Esperimenti eseguiti presso laboratori
universitari su caldaie

 

 

E' noto che la combustione è una reazione di ossidazione di elementi combustibili che produce calore l'ossigeno è l'elemento che la provoca.
Tale reazione può essere definita "completa" solo quando tutti gli elementi che compongono il combustibile, vengono intimamente miscelati con tutto l'ossigeno con il quale possono entrare in combinazione.
Non essendo evidentemente né pratico né economico usare ossigeno puro per la combustione, lo
assumiamo dall'aria, in cui è presente nalla percentuale volumetrica del 21% circa.
Il restante 79% dei gas che compongono l'atmosfera è, per la maggior parte azoto, che non partecipa alla combustione e provoca anzi dispersione di calore: passando attraverso la zona di combustione, esso assorbe calore che trasporterà al camino, e quindi all'aria esterna, unitamente ad altri residui
della combustione.
La teoria indica con precisione che per ottenere una combustione "praticamente accettabile" occorrono da 2 a 2,5 mc di ossigeno circa per ogni Kg. di combustione, ricorriamo quindi ancora all'aria, aggiungendone tanta, quanta ne occorre per ottenere la necessaria quantità di ossigeno.
Tale quantità d'aria viene tecnicamente chiamata "eccesso d'aria" o "surplus d'aria" ed è praticamente
accettabile nella percentuale dal 20% al 40%.
Questo accorgimento però non riesce a garantire una combustione completa: aumentando l'accesso
d'aria infatti, aumenterà anche la quantità d'azoto che andrà ad aumentare i danni già enunciati.
Sembrerebbe facile quindi ridurre le perdite di calore riducendo l'eccesso d'aria, e quindi la quantità
di azoto in essa presente; ma una quantità troppo ridotta d'aria provoca una combustione difettosa
con conseguente formazione di fuliggine che ricoprirà le superfici di scambio termico.
Dato l'alto potere coibente della fuliggine, l'espediente suddetto provoca soltanto un alto spreco di
combustibile e l'aumento del colore dei fumi. Inoltre riducendo l'eccesso d'aria e di conseguenza
l'ossigeno in essa contenuto, non riuscirà più a ossidare tutto il combustibile, in quanto l'idrogeno in
essa contenuto tenderà ad assorbire immediatamente tutto l'ossigeno necessario alla sua ossidazione,
riducendo quello indispensabile alla ossidazione del carbonio.
La reazione del carbonio con l'ossigeno rimasto a disposizione provocherà formazione di ossido di
carbonio.
Le immediate conseguenze saranno:
1) Calore sviluppato notevolmente inferiore (circa i 2/3 in meno) rispetto a quello sviluppato dal
    carbonio che si trasforma in anidride carbonica;
2) Le particelle incombuste di carbonio formeranno il cosiddetto "fumo nero".
    Per altro le situazioni descritte si possono presentare anche in difetto di una buona polverizzazione
    del combustibile o in mancanza di una sua intima miscelazione con l'aria comburente.
Formazione di incombusti solidi
Gli incombusti solidi si formano quando le particelle di carbonio non bruciano completamente; quando per esempio le cinosfere di combustibile attraversano una zona relativamente fredda della fiamma e si estinguono, oppure quando, attraversando troppo rapidamente la fiamma, perdono le parti più volatili (idrogeno) mentre il nucleo (carbonio) va a formare la fuliggine ed il fumo nero.
Anche un'eccessiva lunghezza della fiamma, con il conseguente urto contro le pareti, o l'incontro con una corrente fredda, sono causa dei fenomeni suddetti.
Qualche volta la responsabilità è da attribuirsi all'insufficenza dell'aria comburente; sembrerebbe, anche in questo caso, che un aumento dell'aria, con conseguente diluizione dei fumi, possa ridurre il fenomeno.
In effetti un aumento dell'aria riduce sì le dimensioni della fiamma, ma ne riduce anche la temperatura e quindi l'attività di combustione, per cui le particelle più grosse di combustibile non riusciranno a bruciare: la fuliggine si depositerà sulle superfici di scambio termico riducendone la capacità di trasferire calore al fluido impiegato e riducendo quindi il rendimento della fiamma.
Influenza dell'eccesso d'aria sul punto di rugiada acido.
Durante la combustione, lo zolfo presente nel combustibile, origina SO2 che, in presenza eventuale
di ossigeno atomico, si trasforma in SO3 la cui concentrazione è direttamente proporzionale alla
quantità di aria in eccesso e fa si che la capacità di condensaszione di vapore acqueo si innalzi;
l'SO3 andrà allora a combinarsi con l'H2O e produrrà l'H2SO4, dai noti effetti corrosivi.
E' quindi evidente che una buona e completa combustione deve avvenire con il minor "eccesso d'aria"
possibile. La quantità d'aria necessaria ha valori ottimali estremamente critici anche perché è in dipen-
denza del tipo di combustione usato, del tipo di focolare, del tipo di bruciatore installato, nonchè
della potenzialità del generatore.
Funzione del catalizzatore "Fusasy"
Da quanto esposto, si deduce che il raggiungimento ed il mantenimento dei valori ottimali della combustione, comportano un sensibile risparmio di combustibile e l'assenza dei depositi inconbusti sulle pareti della camera di combustione.
Il concetto fondamentale su cui si basa il funzionamento dell'apparecchio "Fusasy" è quello di provocare, mediante un processo catalitico, alterazioni in accelerazione alla cinetica della combustione.
L'aria, trattata nella centrale di reazione del "Fusasy" con una bilanciata miscela di elementi catalizzatori, ed addizionata all'aria comburente, provoca una mutazione molecolare dell'aria, dovuta ad una ionizzazione moto intensa; agevola quindi la completa reazione dell'ossigeno con il carbonio con la conseguente prerogativa di accelerare la reazione di combustione.
In pratica si otterrà:
1) MAGGIORE VALORIZZAZIONE DEL TRASFERIMENTO DI CALORE.
    L'aumento del valore del CO2, per il conseguente abbattimento del CO, comporta un'azione pulente nella camera di combustione e nei passaggi dei fumi e di conseguenza un alto scambio termi co. L'innalzamento dei valori del CO2 è connesso ai tempi di funzionamento dell'apparecchio in funzione dello stato di pulizia della caldaia. Nelle prime ore subirà variazioni apparentemente illogiche, ma trascorso il tempo di adattamento, si stabilizzerà a valori molto elevati e rimarrà costante
2) RIDUZIONE DEI COSTI DI MANUTENZIONE
    La più completa combustione, riducendo la quantità di fuliggine sulle superfici di scambio, ridurrà al minimo la necessità di interventi per la pulizia manuale.
3) ABBASSAMENTO DELLA TEMPERATURA DEI FUMI
    Un più alto valore del trasferimento di calore dalle superfici di scambio al fluido impiegato e la ridu zione dell'eccesso d'aria, faranno diminuire il calore sprecato e ridurranno la temperatura dei fumi
    in uscita.
4) TUTELA DELL'ECOLOGIA.
    L'abbattimento del colore dei fumi, conseguente all'assenza di incombustibili solidi, è garanzia della
    mancanza di residui inquinanti.
5) RISPARMIO DI COMBUSTIBILE
    La combustione più completa permetterà di ottenere un aumento del calore da utilizzare con la
    stessa quantità di combustibile, oppure la stessa quantità di calore con l'impiego di una quantità
    inferiore di combustibile.
Ad ottimizzazione raggiunta, "Fusasy" avrà portato i valori della combustione a livelli pressochè
stechiometrici.

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